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Organic Mountains

ORGANIC MOUNTAINS

Progetto agricoltura biologica 

In Nepal l’agricoltura locale soffre di varie problematiche che ne limitano il vero potenziale e creano danni alla catena alimentare, inquinando terra e acqua, elementi fondamentali ad uno sviluppo sostenibile. La scarsa varietà di ortaggi è di per sé un primo scoglio. Patate, cavolfiori e verza insieme a poche altre verdure, compongono la produzione agricola che si riflette nell’offerta del mercato nepalese dove è evidente la carenza di verdure e ortaggi necessarie per avere una dieta completa. Il problema più grande però, è l’agricoltura intensiva e le monocolture. Attualmente l’agricoltura in Nepal è fortemente compromessa dall’uso sempre più indiscriminato di pesticidi e fertilizzanti chimici. Le colture imposte dal mercato, oltre ad essere di scarsa qualità genetica, richiedono un massiccio utilizzo di fertilizzanti chimici per giungere a maturazione e dare un raccolto dignitoso. Questo ciclo ha condizionato i contadini a dover acquistare ciclicamente semi e prodotti, inquinando la loro terra e offrendo alla comunità un prodotto scadente.

HumanTraction, attenta al tema della tutela ambientale, dell’alimentazione sana e della biodiversità, da tempo conduce con successo “orti biologici sperimentali” e fra i ragazzi è cresciuto l’interesse intorno a questo tema.
Nasce quindi il progetto “OrganicMountains” che ha l’obiettivo di creare un centro di formazione e sensibilizzazione sui metodi di produzione biologici e biodinamici e la loro applicazione sul territorio nepalese, riconvertendo i terreni che oggi soni inquinati e nemici della salute.

Quest’ambizioso progetto, può vedere la luce grazie alla collaborazione con “EVON Nepal”, che da anni s’impegna nella produzione e diffusione della permacultura e sperimenta tecniche per adattare la produzione di diverse varietà alimentari al clima e alle stagioni del Nepal. Proprio presso la loro sede quattro anni fa alcuni dei nostri ragazzi hanno partecipato a un corso per imparare a creare e gestire un piccolo orto biologico. Il progetto pilota di HumanTraction consiste nell’ acquisire un terreno dove creare la “school farm”, ovvero un luogo dove avviare un corso di formazione completo sulla produzione agricola con criteri biologici e biodinamici, dalla preparazione del terreno alla creazione del compost biologico, la gestione dell’acqua piovana con bacini di raccolta e altre tecniche fondamentali necessarie per la buona riuscita del raccolto.

Grazie agli spazi messi a disposizione dal partner “Gyan Bikas Community”, le parti teoriche del corso come l’approfondimento delle varietà vegetali e altre importanti nozioni verranno eseguiti in classe.

L’obiettivo finale del progetto è creare un consorzio di contadini capaci di assicurare una produzione ortofrutticola biologica di qualità e creare la rete vendita necessaria per rispondere alla domanda del mercato in forte crescita.

Creare quindi una rete di lavoro, che oltre alla produzione si occupi anche della promozione e distribuzione dei prodotti, offrendo ai ragazzi la possibilità di formarsi in diversi ambiti, e poter svolgere ruoli in settori diversi come, la comunicazione, la logistica, la contabilità, la produzione, la vendita e la distribuzione.

HumanTraction è il finanziatore e coordinatore di tutto il progetto che si reticola in varie fasi.

1) Creare la squadra che parteciperà al corso di formazione, composta da:

  • Contadini e piccoli proprietari terrieri sensibilizzati sul tema dell’agricoltura e l’ambiente, che abbiano compreso i vantaggi (anche economici) della riconversione al biologico, e vogliano riconvertire parte dei loro terreni, diversificando le varietà vegetali, secondo criteri biodinamici.
  • I ragazzi più grandi di HumanTraction che mentre terminano gli studi, partecipano attivamente alle lezioni e alla creazione della “School Farm”, apprendendo ogni aspetto dell’attività ed essendo sin da subito parte attiva del progetto.
  • Donne sole e giovani disoccupati della comunità locale che, sensibilizzati sui temi della salvaguardia ambientale, comprendono e colgono questa occasione per rimanere nei propri territori, valorizzandosi con un lavoro che offre benefici economici ed ecologici ma anche autodeterminazione e realizzazione di sé.

2) Creare la rete di vendita dei prodotti sviluppando tutti i settori necessari al successo del progetto, quindi:

  • reparto marketing e comunicazione per avere un’immagine, un sito web e un catalogo dei prodotti.
  • reparto vendite, che si occupi della rete vendita, presentando i prodotti e individuando i clienti (hotel, ristorazione, mercati, ecc.)
  • reparto logistico e di distribuzione, che si occupi dell’integrazione del consorzio, prelevando, stoccando e consegnando le merci ai clienti in tempi certi, garantendo qualità e forniture continue.

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RAUTI HOME

RAUTI HOME

Eco-Turismo Sostenibile

Con questo progetto vogliamo cominciare ad operare nel turismo sostenibile aprendo una guesthouse con ristorante, dove i ragazzi possano lavorare, diventare indipendenti, e continuare a sviluppare ognuno le loro doti. Accoglienza turistica a 360 gradi, mixando il giusto comfort ai sapori autentici della vita rurale nepalese. Tour delle zone templari e gite alla scoperta di monasteri buddisti attraversando ponti sospesi nella giungla. A fare da sfondo la grande catena himalayana.

Tutto questo e possibile grazie ad un villaggio nepalese pieno di tesori come Panauti, una piccola città che dista 30 km da Kathmandu e 20 km da Baktapur. Molto importante per il suo valore storico, era la capitale dell’omonimo regno Newari.
Il centro storico è un piccolo gioiello, che ha resistito molto bene alla distruzione del recente terremoto. Conserva al suo interno importanti templi e piazze imperiali, a testimonianza del suo passato glorioso.

La sua posizione strategica inoltre è ideale come punto di partenza per trekking e visite alle città imperiali, e al tempo stesso offre al visitatore l’opportunità di vivere un’esperienza autentica e rurale, a contatto con la comunità locale lontano dal caos e dalle rotte turistiche più commerciali . Solo negli ultimi anni sta cominciando a riscuotere un discreto interesse turistico destinato a crescere e i nostri ragazzi vogliono essere i primi a poter accogliere, informare e guidare il Viaggiatore, fra templi, riti e piazze storiche, per vivere al meglio il Nepal più autentico, con un’assistenza giovane, dinamica e internazionale allo stesso tempo.

Grazie agli anni di crescita con volontari da tutta Europa, i nostri ragazzi sono cresciuti con una visione internazionale, stimolati dalla possibilità di poter credere in loro stessi e in un progetto condiviso.
Oggi, abbiamo una squadra di giovani brillanti che sapranno cogliere le necessità e i gusti del viaggiatore che vuole dare un valore aggiunto alla propria vacanza supportando la comunità locale.

Vogliamo partire con calma, affittando un immobile con 6-8 stanze e un piccolo ristorante, nello splendido centro storico adiacente i templi. L’accoglienza sarà riservata agli ospiti interni ma anche aperto al pubblico come “cafe”e ristorante. Successivamente dobbiamo fornirlo di tutto il necessario per svolgere al meglio l’attività di accoglienza e ristorazione. Una cucina sufficientemente professionale, e tutto l arredamento per il ristorante e la guesthouse, rispettando le secolari tradizioni del luogo, rifondendole con creatività, riciclo e “visione verde”  

Viste le radici italiane della associazione, il ristorante avrà inevitabilmente un onda “Fusion Nepalo-italiana” .
Dopo aver sviluppato questa solida base grazie al tuo aiuto, potremmo continuare con il progetto di sviluppare una vera e propria accoglienza turistica, il più possibile etica ed ecologica.
Collaborando con interessanti realtà locali agricole e artigianali, completeremo l’esperienza del viaggio in Nepal.

Humantraction vive e opera in Nepal da otto lunghi anni grazie alle vostre donazioni.
Lo staff, i ragazzi e l’intero Nepal vi ringraziano infinitamente.

Oggi ancora di più ci serve il vostro supporto per quest’ ultimo capitolo che darà loro la possibilità di essere indipendenti e andare avanti da soli con basi solide.

Un sogno che può diventare realtà solo grazie al tuo aiuto.

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Diventare Grandi

DIVENTARE GRANDI

Progetto total care 

Da quel lontano 2011 ne è passato di tempo, e i nostri bimbi sono diventati dei ragazzi e alcuni persino maggiorenni! Molti hanno terminato la scuola dell’obbligo e cominciato il biennio di specializzazione. Hanno dovuto lasciare la casa famiglia da noi costruita, e avvicinarsi  a Kathmandu per andare ai college. Humantraction continua a sostenerli, pagando le rette scolastiche, il vitto, l’alloggio i vestiti e qualche extra. Alcuni sono in college con hostello e mensa integrati, altri vivono da soli in appartamenti in condivisione, e gestiscono un budget settimanale per far fronte alla necessità quotidiane.

Questo per noi è un onore, perché siamo orgogliosi di tutti loro, ma è un grande onere perché la somma delle spese continua a crescere e raccogliere fondi per dei ragazzi adolescenti in crescita è molto più difficile rispetto ad una campagna di raccolta fondi per i bambini orfani del Nepal. Crediamo profondamente che la determinazione di HumanTraction si manifesta anche in questo periodo di transizione. Non vogliamo lasciare indietro nessuno e con i nuovi progetti stiamo creando il terreno fertile dove i nostri ragazzi potranno diventare autosufficienti, realizzati e soprattutto contribuire al cambiamento che vogliono vedere in Nepal, diventando grandi uomini, pronti ad aiutare il prossimo in difficoltà, offrendogli un opportunità come è stato fatto prima con loro.

Ringraziamo tutti coloro che da anni ci seguono e ci supportano con piccole donazioni, che ad oggi sono la nostra unica fonte di sostentamento fino a che i progetti “Organic Mountains” e “eco turismo”, entrino a pieno regime.

Dharma

Età: 16 anni
Classe: 10

Ambizioni:
Media Marketing Solution

Suman

Età: 17 anni
Classe: 11

Ambizioni:
Computer Management
Tutela dei minori senza famiglia

Sarjan

Età: 18 anni
Classe: Diplomato in Hotel Management

Ambizioni:
Lavorare come guida nel turismo sostenibile

Maesh

Età: 17 anni
Classe: 11

Ambizioni:
Scienza e tecnologia
Ingegneria civile e/o Multimedia

Aman

Età: 14 anni
Classe: 8

Ambizioni:
Work in progress

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Sostegno al villaggio nel post terremoto

Nei giorni successivi al terremoto la situazione si è fatta molto complicata. Al villaggio molte famiglie hanno perso tutto, il blackout elettrico era totale, le scorte alimentari ben presto sono terminate. L’edificio da noi costruito ha resistito molto bene e i ragazzi erano tutti sani e salvi. Abbiamo deciso di dirottare tutti gli svorzi per cercare di aiutare il villaggio con le nostre possibilità. Grazie all’ impianto fotovoltaico appena implementato e al pozzo nuovo che non si è danneggiato col terremoto, abbiamo condiviso acqua e corrente per ricaricare i telefonini di tutto il villaggio.

Grazie alle vostre donazioni siamo riusciti ad acquistare parecchie derrate alimentari che abbiamo distribuito alle famiglie piu bisognose, nei primi giorni subito dopo la catastrofe.

Abbiamo acquistato piu di 300 “solar panel kit” e li abbiamo donati all’ associazione “Nepali for Nepali” che si è incaricata della distribuzione nelle aree più inaccessibili, permettendo a centinaia di famiglie di avere 3 punti di luce e una porta usb dove poter ricaricare i telefonini in attesa dei soccorsi che in alcuni casi arriveranno solo nei mesi successivi al terremoto.

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Luce e Acqua

Terminato lo stabile per l’ hostello abbiamo dato priorità ai servizi base, e quindi abbiamo:

  • Comprato un impianto solare da ½ Kw composto da pannelli, inverter e batterie.
  • Fatto il pozzo freatico per assicurare l’ approvvigionamento di acqua
  • Comprato due tank per lo stoccaggio
  • Comprato un filtro per la purificazione dell’acqua
  • Restaurato la fossa biologica, rendendola settica e impermeabile.
  • Restaurato i bagni cambiando tutti i sanitari e piastrellando gli ambienti.

Grazie a questo lavoro abbiamo assicurato un igiene dignitosa ai ragazzi, scongiurando la proliferazione di infezioni e malattie.

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Ostello

Questo progetto è stato il primo passo importante per Humantraction: impegnarsi a dare una casa sicura a tutti i bambini ospiti della scuola rurale che offriva loro istruzione.

Con la prima raccolta fondi abbiamo dato via al progetto nel 2012, e grazie alle successive donazioni in un anno e mezzo abbiamo completato lo stabile che è diventato la casa dei ragazzini.

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Ricongiungimento Familiare

Questo progetto è stata la base per la nascita di Human Traction.

Nell’Agosto 2009 Vittoria V. parte per un progetto di volontariato in Nepal sponsorizzato dalla Unione Europea.

Vittoria:

“Ho preso parte ad un progetto di volontariato sponsorizzato dalla Comunità Europea; sono stata assegnata ad un orfanotrofio di Kathmandu. Come volontaria dovevo assistere lo staff nella gestione giornaliera dell’istituto, accompagnare i bambini a scuola ed aiutarli nei compiti. Dopo un paio di mesi di lavoro all’ interno dell’ istituto, l ‘atteggiamento equivoco ed il sostanziale disinteresse del direttore dell’orfanotrofio mi fecero ben presto  dubitare della sua buona fede.

Grazie all’ottimo rapporto instaurato con i bambini, ho scoperto quanto la realtà fosse lontana dall’apparenza.

Molti bambini non erano veramente orfani.Il Nepal è un Paese molto corrotto e con pochi controlli, così dalla fine della guerra il business degli orfanotrofi è diventato un mercato florido.

Individui senza scrupoli vanno nelle povere zone rurali e tolgono i bambini alle famiglie con la promessa di poter offrire loro una vita migliore in città. Arrivati nella capitale, grazie all’aiuto di poliziotti corrotti, vengono prodotti documenti falsi in cui i bambini risultano orfani e quindi adottabili. La beneficienza dei turisti e delle persone abbindolate su internet da siti apparentemente corretti, concorrono ad alimentare questo business.

Il giorno in cui un bambino mi ha confessato di non essere orfano, di avere un fratello nello stesso orfanotrofio e una sorella adottata in Spagna, dentro di me si è acceso qualcosa.Un piccolo motore alimentato dalla voglia di giustizia e senso di protezione nei confronti dei bambini. Bidur, a soli 8 anni 3 di cui vissuti in orfanotrofio, ricordava esattamente la strada per raggiungere il suo villaggio all’estremità della valle di Kathmandu. L’incontro con la madre è stato un momento talmente emozionante da non aver parole per descriverlo. Anche il senso di impotenza era indescrivibile ma sentivo di dover fare qualcosa. Grazie all’aiuto di alcune O.N.G presenti sul territorio 3 bambini sono stati liberati e di loro è ritornato dalla sua famiglia di origine. Bidur e Hari sono al sicuro in un villaggio, ed è li che abbiamo deciso in stabilire la sede di Humantraction.”

Il primo incontro

Vittoria:

“Grazie ad un amico che ha fatto da interprete ho capito che era stata lei stessa a portare i bambini in orfanotrofio; qualcuno del villaggio le aveva raccontato di queste case di accoglienza a Kathmandu, dove i bambini ricevevano sostegno economico dagli stranieri potendo così andare a scuola con la garanzia di tre pasti al giorno.

Shakti era una donna sola, abbandonata dal marito,  senza reddito e con tre figli a carico. Un mese di dubbi e pensieri ma alla fine, le era sembrata una buona soluzione anche se dolorosa. Rinunciare a crescere i propri figli per poter offrire loro un’infanzia migliore. Ha capito presto di aver commesso un errore. Da  allora il direttore dell’istituto le ha negato ogni tentativo di visita ai bambini, scacciandola in malo modo.

Così il giorno in cui si è trovata sulla porta di casa una donna straniera con due dei suoi figli è esplosa una bomba di emozioni, stupore, gioia e domande.

Come accade in troppi luoghi del mondo, in Nepal le donne sono le basi della famiglia, spesso lavorano più degli uomini ma il loro valore non è riconosciuto, solo sfruttato. Non essere sposata rappresenta un disonore per la famiglia. Se una donna viene abbandonata dal marito e poi si risposa, il nuovo marito non è tenuto a farsi carico dei figli del primo matrimonio. È quello che è successo a Shakti. Il marito ora  è in Qatar a lavorare come uno schiavo.Quando e se tornerà se ne riparlerà.

L’ avventura spagnola
“Shakti e Bidur mi hanno chiesto aiuto per ritrovare Sita,la sorella illegalmente adottata in Spagna nel 2007 ai tempi della permanenza dei piccoli in orfanotrofio. In quel momento ho deciso che dovevo impegnarmi  ad aiutarli fino in fondo. Dopo tanto lavoro e un pizzico di fortuna, l’ho trovata. La madre adottiva era all’oscuro di tutto ma, una volta ripresa dal naturale shock aperto il cuore a questa nuova famiglia allargata.Grazie a Skype abbiamo fatto diverse video chiamate e ristabilito finalmente un contatto”

Da quando abbiamo ritrovato la sorella adottata, Sita, abbiamo sognato di farli rincontrare. Oggi quel sogno è diventato realtà. Sita è qui con la mamma adottiva per riabbracciare i fratelli e la madre biologica dopo 7 anni.
I primi momenti insieme sono stati carichi di emozioni e di poche parole anche a causa della barriera linguistica, Sita non ricorda il nepalese e i fratelli possono comunicare solo in inglese; i silenzi sono stati colmati da reciproci sguardi curiosi e timidi gesti di avvicinamento.
Dopo due giorni è arrivata Shakti, la mamma, altri abbracci silenziosi ed occhi che parlano di amore, lontananza e dolore finalmente sciolti in un pianto di gioia e sollievo collettivo. Tradotta in simultanea da uno dei ragazzi più grandi, Shakti ha preso parola ringraziando HT e la madre adottiva per quello che stiamo facendo per i suoi figli e sopratutto per averle riportato Sita. Vederla cresciuta, sana e felice è la cosa più bella che le sia mai successa e finalmente, dopo tanti anni di sofferenza, ora può vivere serena sapendo che tutti i suoi figli stanno bene e che insieme siamo una grande famiglia!
Poi ha voluto spiegare alla figlia di essere stata ingannata. Quando li affidò alle “cure” dell’istituto di Kathmandu per disperazione e mancanza di mezzi, non aveva idea che da quel giorno lil direttore le avrebbe negato la possibilità di visita arrivando a vendere Sita come orfana…
Dopo tante emozioni abbiamo deciso che era giunto il momento per una vacanza di famiglia e siamo partiti tutti insieme per Pokhara. Giorni felici in cui i fratelli più grandi insegnano al piccolo ad andare in bici e le mamme si rilassano felici.
Vi scrivo dalla terrazza di una guest house. Davanti a me il lago, tre fratelli e due madri che il destino ha voluto prima separare e poi riunire con un filo ingarbugliato ed invisibile.
Ringrazio l’ universo per avermi dato il privilegio di aver prima trovato quel filo per poi scioglierne tutti i nodi fino a questo meraviglioso “happy ending”.

La missione ricongiungimento famigliare è completata al 100%.

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