Autore: HumanTraction

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I lavori della casa procedono spediti, fondamenta e colonne sono quasi terminate ed il sorriso dei ragazzi che cresce con il progresso dei lavori è il carburante del motore di Human Traction.

La più felice di tutti forse è “Nonna Papera”, la signora che da anni cucina per i ragazzi ospiti della scuola. Anche lei condivide una camera angusta e buia con le bambine e di giorno, quando ha un po’ di tempo libero, si lava e riposa sulla panchetta in cucina.
Presto avrà un angolino tutto per sè ed esprime la sua gioia e riconoscenza inseguendoci per la scuola con un piatto di dal bhat praticamente a tutte le ore del giorno!
Il tempo vola, è un anno che sto in Nepal e sei che vivo a Lilliput con i ragazzi. Il mio visto scade ad agosto e tornerò in Italia qualche mese. Un po’ di mare, il calore della famiglia, degli amici e di un uomo meravigioso che mi aspettano rendono l’idea del rientro e del distacco dai ragazzi meno dolorso.

Ma sarà solo un arrivederci perchè il lavoro di Human Traction qui è appena cominciato. Il tetto in lamiera della scuola d’estate scalda come un forno e in inverno diventa una lastra di ghiaccio, quando piove il rumore stordisce alunni e professori. La cucina di Nonna Papera merita di diventare una cucina.

Se non potete venire a vedere con i vostri occhi, credeci amici, tra i bambini, sia quelli “nostri” dell’ ostello che gli alunni della scuola, ci sono delle perle preziose. Perle di intelligenza, di sensibilità e bontà che meritano i di essere coltivate e protette. E’ quello che vogliamo fare per loro, con voi.
Namastè.

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Pronti, partenza, via!

Amici, fratelli, sorelle, sostenitori e new entry come al solito chiedo venia per la latitanza online.

Lo spirito di Steve Jobs ci rema contro e di nuovo il computer è stato K.O per un paio di settimane. Noi invece siamo andati avanti alla grande grazie all’ arrivo di Clara e Giona.


Clara l’abbiamo conosciuta alla cena sociale organizzata a febbraio a Romentino e ha deciso di passare le sue vacanze qui da noi. Grazie alla sua fantasia a scuola abbiamo fatto il didò per i più piccoli, origami di pappagalli, rane che saltano e disegni. Di sabato le ragazzine senza famiglia ospiti della Bayoca (la nostra scuola) hanno giocato a fare le estetiste a casa nostra tra smalti colorati e mollette per i capelli.



A fine giornata non si sapeva se erano più soddisfatte le bimbe o Clara con lo smalto fiammante e una treccia che neanche un parrucchiere avrebbe fatto di meglio! Insomma le forze yin di H.T al servizio della pedagogia e del tempo passato con i bimbi. Le forze, o per meglio dire, la forza yang di Giona a servizo della costruzione della casa.

Eh già, la verità e che io da sola, donna bianca dalle ridotte capacità manuali, in Nepal la casa per i bambini la costruivo tra 100 anni. Sarà l’Asia, saranno le differenze culturali, le barriere linguistiche, sarà il dalbath(!) ma qui una cosa semplice diventa difficile, una cosa mediamente complessa come la costruzione di una casetta ad un piano diventa un’avventura epica a tratti surreale. Per esempio in un post precedente vi ho raccontato della difficoltà di reperimento dei sacchi di riso in un Paese che mangia solo riso, quindi secondo voi, i tondini di ferro da edilizia e qualsiasi altra cosa che noi misuriamo in metri, loro che fanno? La pesano! E poi quando finalmente si comincia a capirsi, loro “ragionano” in piedi e pollici. Altra mission quasi impossible è stata trovare la squadra di operai per fare la gettata di cemento perché un gruppetto di uomini è impegnato da un’altra parte, altri stanno nei campi, c’è chi non ha voglia e chi è ubriaco già dalla mattina presto. Insomma un’epopea ma va bene così perché se fosse tutto facile non ci sarebbe gusto, e qui invece di gusto ce ne è tanto!

Dopo un inizio a singhiozzo, da un paio di giorni i lavori sono iniziati a ritmo sostenuto, la squadra di muratori nepalesi che abbiamo trovato secondo me è di origini bergamasche perché lavorano come dei treni dalla mattina alla sera! A breve un post di Giona con le foto del work in progress.

Piccoli falegnami crescono La legna per il tetto


Colgo l’occasione per ringraziare Silvana, Lino e Giacomo, i nostri amici di La Spezia che ci hanno sostenuto con una massiccia donazione. Grazie di cuore.

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Pasta che ti passa

Namastè amici,

ogni volta che scrivo un post mi accorgo di quanto sia difficile cercare di trasmettervi degli spaccati di vita perchè, a me che ci vivo, a tratti sembra surreale!
Per esempio ho passato una settimana senza acqua corrente in casa perchè il rubinetto della cucina era otturato da alghe (a causa dei misteri che dominano il concetto di idraulica nepalese per i quali ci vorrebbe un case study e non un semplice post.) Gli amici che sono venuti a trovarmi erano via per un trekking così ho chiesto aiuto al mio padrone di casa, detto il Lello, dall’inglese di landlord. Si trattava solo di svitare un rubinetto…solo…
E’ venuto cento volte, con cento pinze, girando per cento volte dal lato sbagliato e alla fine costernato mi ha detto: “non si può fare, dobbiamo chiamare l’idraulico”. Ovviamente l’idraulico sarebbe venuto domani, domani a quanto pare è il giorno fantasma della settimana nepalese.
Per fortuna nel frattempo sono tornati gli amici dal trekking e in due, in due minuti, abbiamo svitato, pulito e rimesso il rubinetto.
Stamattina alle 6.30 è arrivato il Lello con un’idea “nepal way”. Dato che il rubinetto della cucina non si smonta, ne metto un altro, fuori sul balcone della cucina (senza scolo ovviamente, attaccato direttamente alla canna dell’acqua, geniale), così provvisoriamente fino a quando non trovo l’idraulico. Lello….ma vaffan’ tubo!!
Sul fronte casa continuiamo a fronteggiare imprevisti e probabilità. Le probabilità di trovare i 1000 sacchi che ci servono sono pari a quelle di trovare un idraulico quando ti serve. Gli imprevisti ce li regala lo Sgoverno nepalese. I più interessati sanno che stiamo attraversando un momento politico delicato. La ratifica della costituzione prevista per il 27 Maggio ovviamente non c’è stata, lo scontro sul federalismo è in atto, ogni gruppo etnico rivendica la sua fetta di potere il che si traduce in bandha!. Sciopero forzato della Nazione, scuole, uffici, negozi chiusi e si può andare in giro solo a piedi. Da qualche giorno la situazione è tornata alla “normalità” e speriamo non precipiti.
Amici, non vi posso negare che a volte è dura, tipo i giorni in cui ti svegli e non c’è acqua neanche per un caffè, e il caffè tanto non c’è, e a Kathmandu a comprarlo non ci si può andare perchè c’è sciopero e non passano autobus, e il Lello arriva alle 6 di mattina con soluzioni inutili a problemi risolti e tu sei una ragazza che da sola non sa costruire una casa, bhè cinque minuti di sconforto arrivano. Per fortuna c’è un antidoto.
Sono le tagliatelle all’uovo fatta in casa con i ragazzini. Sentirli cantare felici Imagine mentre stendono la pasta ed affettano i pomodori per il sugo è, credo, un bel risultato. Laxmi che di colpo mi abbraccia e mi dice “da quando sei qui è molto meglio, prima eravamo sempre soli e ci annoiavamo tanto, grazie! Non andare mai via! Questa è una vittoria che ripaga tutti i caffè non presi, che scaccia la rabbia e la frustrazione e rinnova la grinta e la voglia di fare. Tra pochi giorni arriveranno fratello (Gionzy Manley) ed amici dall’ Italia portando le conoscenze tecniche e l’energia maschile indispensabili al completamento della nostra casetta.
Un abbraccio
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Piccolo aggiornamento

Ciao cari,
l’altro giorno abbiamo gridato al miracolo!Abbiamo finalmente la tettoia di bamboo per dar vita al nostro orticello!
Andrea sta finendo le lezioni teoriche sull’agricoltura sinergica e la permacultura, mostrando questo interessantissimo documentario ai ragazzi http://www.youtube.com/watch?v=icZFYghEeUE. Spunti di riflessione e metodi per imparare a vivere rispettando la natura e non combattendo contro di essa. Hanno cominciato a smottare il terreno e a breve semineranno in campo.
Le lezioni d’inglese procedono alla grande grazie all’aiuto della musica: ascoltiamo un brano e loro scrivono alla lavagna le parole che captano (poche, pochissime), poi strofa per strofa scrivo il testo e alla fine come per magia l’incomprensibile bla bla dell’inizio prende significato e loro apprendono divertendosi. Abbiamo iniziato con Imagine, Man in the mirror di Michael Jackson, Basket case dei Green Day. Suggerimenti??
La casa, si spera, cominciamo settimana prossima.
Bacio

Ps: Un abbraccio ed un pensiero speciale agli amici che nell’ultimo periodo ci hanno aiutato così tanto http://www.kapipal.com/302ced862cff4a80ad33d4846d9
Siamo un po’ lenti ma non vi deluderemo!
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Bistare Bistare

Ciao Amici,
bistare in nepalese vuol dire piano, lentamente.
E’ la parola magica da capire se si vuole lavorare in questo Paese senza farsi venire le crisi di nervi, o esistenziali o entrambe!
Come sapete i nostri progetti ora sono concentrati sulla costruzione dell’ostello e della tettoia in bambù per proteggere l’orto dalle imminenti piogge monsoniche. All’apparenza niente di trascendentale vero? Falso!!
Per esempio uno può pensare che dato che in Nepal si mangia praticamente solo riso, trovare i sacchi grandi da riempire di terra per fare la casa non debba essere troppo difficile. Falso!
Col mio socio nepalese abbiamo girato la valle di Kathmandu in lungo e in largo presso i rivenditori di sacchi: baracche stipate con migliaia di sacchi…che non vanno bene! Di carta, di tessuto, di plastica scarsa e troppo fine. Alla fine troviamo un omino, di chiara discendenza Genovese che ha i sacchi buoni e ce li vuole vendere ad un prezzo esagerato. Dopo ore di contrattazione a suon di the, e attingendo alla mia discendenza Campana, riusciamo a strappare un buon prezzo e la promessa della prima consegna entro i primi giorni di Maggio!!
Per quanto riguarda la tettoia in bamboo, è stata una barzelletta, davvero vorrei che foste qui con me perchè ho visto cose che voi umani…Io la chiamo nepalite, ovvero rendere una cosa semplice quasi impossibile e senza neanche capirne bene il perchè!!
All’inizio non si trovava il bamboo, ma come?? E’ pieno di boschetti dappertutto!! Eh ma questo non si può prendere che è di mio cugino, quello non si può prendere perchè è del Compare Palorz, questo serve per una staccionata, quello forse ce lo danno ma forse no. Così si va avanti per giorni e giorni. Finalmente il mio padrone di casa, sant’uomo, ci recupera 10 bamboo!Domani mattina alle 7 avrete 10 pali che vi servono! Eureka!… Falso!
L’operaio ingaggiato per il lavoro è arrivato alle 6.30, non ha visto il bamboo e se ne è andato a lavorare da un’altra parte. Ok troviamo un’altro operaio, eh sono pochi gli uomini in paese che sanno fare le coperture, proviamo a chiamare Ciccio. Ciccio dice che viene domani. Domani Ciccio sta male e non viene a lavorare. Poi scatta un Jatra (festival) che vede il villaggio occupato a scarrozzare vai a sapere quale Dio, su di un baldacchino seguito dalla banda del paese dall’alba al tramonto per una settimana e ovviamente nessuno lavora. Così Aprile è finito tra canti, balli e un povero bufalo squartato in strada in parti eguali tra gli abitanti di Lilliput.
Ieri Primo Maggio, che ve lo dico a fà?
Oggi finalmente dovremmo cominciare!
Si accettano scommesse!
Un abbraccio
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Bamboo!

Buongiorno amici,
in attesa del materiale che ci serve per la costruzione della casa, ci stiamo concentrando sulla pulizia della zona sottostante i bagni. Tra erbacce e plastica, da un lato si accumula in una pozzetta lo scarico della cucina e della doccia, tanta acqua relativamente pulita, dall’altro una piccola puzzolente “pappetta nera” risultato di una faglietta nella fossa settica che emana odori nauseabondi dando un aria squallida a tutta la zona.Armati di pazienza e pala abbiamo ripulito tutto e piantato una ventina di bambù. Questa stupenda piana autoctona ama vivere in terreni umidi, scientificamente parlando non teme la cacca ed è perfetto per assorbire l’acqua e ripulire il terreno. E’ una pianta infestante e in poco tempo dovremmo riuscire ad avere il nostro boschetto fitodepurativo in azione!!

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Full Metal Carriola


Namastè amici,

ecco un post di Andrea al termine di una giornata di ghiaia e carriola.
Buona lettura, vi ricordiamo che i nomi dei bambini e alcuni dei nostri sono stati cambiati per la tutela della privacy.

Carriola in nepalese si dice trenta chili di ferro, composti in maniera hardcore con saldature a vista e una ruota recuperata chissà dove! Portarci la ghiaia è faticoso tanto quanto è bello vedere i ragazzi che fanno a gara a chi può riportarla indietro vuota, dandosi il cambio lungo un percorso ad ostacoli, tra gradini, buche e pozze di liquami. Sunita, oggi ha trovato lo spazio per divertirsi nel momento in cui i ragazzini hanno giustamente abdicato alla corsa a ostacoli in favore di una bella partita di calcio! Ha preso il controllo del mezzo con un sorriso enorme e l’ha spinto con diligenza e concentrazione. Si è fatta da parte con timidezza in tutti quei passaggi in cui il mio aiuto era imprescindibile, chiedendomi una mano con due occhioni enormi, dal basso all’alto, ma solo per poi imporsi, con composta serietà, di nuovo al comando della carriola. Bellissimo insegnarle a sterzare a destra e a sinistra e vederla felice di riuscirci da sola! Dopo l’ultimo viaggio mi ha accompagnato a recuperare la pala lasciata al cumulo di ghiaia e all’inizio dell’edificio della scuoòa mi ha detto qualcosa che non ho capito, ma il suo ditino parlava chiaro: io passo da dietro, tu da davanti, ci vediamo in fondo! Ho fatto una corsetta e l’ho trovata sul muretto, lo sguardo alla mia direzione, pronta a saltare con uno splendido sorriso non appena avessi girato l’angolo,! Era dispiaciuta che me ne andassi a casa, ma ci siamo detti con serietà che ci saremmo ritrovati domani mattina, pronti a ricominciare il gioco…see you!

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Gettando le fondamenta

Namastè amici,
sono felice perchè tutto procede bene! Sono finalmente arrivati i primi volontari e con loro abbiamo iniziato a scavare le fondamenta della nuova casa per i ragazzi.
Nel frattempo abbiamo avuto la fortuna di incontrare un americano che costruisce case e scuole con la tecnica dei sacchi di terra! http://www.edgeofseven.org/phuleli.html Ci ha dato tanti consigli utili confermando la nostra speranza che “si può fare!” Costruire con questo metodo non richiede abilità o specializzazioni particolari. L’ingrediente fondamentale sarà il buon vecchio olio di gomito per riempire e montare i sacchi come un Lego.
Ci vorrà anche tanta pazienza e un po’ di fortuna per affrontare i piccoli, grandi problemi, di trasporto, logistica, contrattazione e comprensione italo-nepalese che sicuramente incontreremo durante il nostro cammino ma siamo pronti!
Di seguito le impressioni di Andrea, il primo volontario che vi scrive sul blog per cercare di raccontarvi e trasmettervi qualcosa di questa stupenda esperienza nepalese.
Buona lettura!



Un lungo lunghissimo viaggio, seguito da un lungo sonno ristoratore ed eccomi a far parte di una comunità indubbiamente colorata e sorridente! Già dal primo giorno si entra attivamente all’interno del progetto: è in corso la costruzione della casa per i bambini della scuola e da subito si lavora fianco a fianco, a scavare le fondamenta e a riempirle di ghiaia per poi andare a salire coi sacchi di sabbia, che arriveranno nei prossimi giorni. Probabilmente è la dimensione di bisogno che subito ti accoglie, o il fatto di essere in mezzo alla natura, che mi ha sempre comunicato una sensazione di pace anche nel lavoro, ma la fatica non pesa e la presenza dei ragazzi intorno a noi, che fanno a gara a chi può aiutarci di più, è una fonte di energia continua! E’ Bello vedere come ognuno è ansioso di rendersi utile e fare la sua parte, ma soprattutto come la dimensione del lavoro venga assolutamente percepita come un gioco! Una domanda che ci è sorta ricorrente è chi stesse in realtà aiutando chi, e una lezione preziosissima è sicuramente riuscire a vivere ludicamente tutti quei momenti che nella nostra cultura sono percepiti come lavoro, e quindi fatica nel senso più brutto e abbruttente del termine. In realtà traspare chiaro, dalla gioia e dall’entusiasmo di tutti questi festanti ragazzini, che ogni attività umana costruttiva porta con sè una carica di energia creativa, che può essere vissuta come un percorso per costruire se stessi, per rapportarsi agli altri e scoprire i propri limiti e le proprie attitudini e prerogative: svelare se stessi a poco a poco. Il gioco è perfetto terreno fertile per questo genere di crescita, costellato di sorrisi e risate, lascia stanchi senza saperne precisamente il perché, dal momento che la soddisfazione e il divertimento rendono la fatica relativa. Un primo impatto assolutamente positivo quindi, che lascia spazio aperto alla voglia di continuare a giocare a costruire qualcosa di davvero importante, non solo sul piano materiale per chi ha di meno ma anche sul piano umano, per dare vita a un nuovo rapporto col nostro modo di percepire la realtà! Andrea


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Happy Holi!!

Ciao amici
scusate la lunga assenza ma da quando sono tornata le emozioni, le cose da fare sono state tantissime e le connessioni internet lentissime!!
Il primo di Marzo è arrivato Francesco, che già venne in Nepal nel 2009, per rivedere i cuccioli e aiutarmi nei mille lavori che ci aspettano. Tra pochi giorni ci raggiungeranno altri due amici, Andrea e Jesus e saremo un super team di operai, ortolani, giocatori di calcio e chi più ne ha più ne metta!
L’ otto marzo è stato il giorno dell’ Holi, una delle massime e più antiche festività induiste che celebra la vittoria del bene sul male. E’ una giornata di puro delirio, grandi e piccoli si tirano secchiellate, gavettoni, sacchetti d’acqua e colore in faccia! Puro divertimento in cui si torna ad essere bambini. Le vecchie si appostano sui tetti delle case lanciando secchi d’acqua ai passanti, i bambini ti coprono la faccia di polverine colorate e alle sei di sera ti ritrovi ad essere uno stanco arcobaleno zuppo e felice!
Tra un colore e l’altro abbiamo cominciato a costruire le nuove casette per i bambini:
Le linee arancioni indicano l’ubicazione delle mura del nuovo edificio che li ospiterà.
Rinnovo il mio invito: se avete un po’ di tempo prendete un aereo e venite ad aiutarci, se non avete tempo mandateci qualche eurino!!!
Un abbraccio
Grazie a tutti dalla famiglia HT!

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Aiuta un Nepalese…mangia Piemontese

Questa citazione mi sembra perfetta per ringraziare tutte le persone che Venerdì 3 febbraio hanno partecipato alla prima cena di beneficenza di Human Traction! E’ stata una bellissima serata. Il vostro calore e la vostra partecipazione sono la nostra benzina.


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