Extreme Makeover: Hostel Edition

Extreme Makeover: Hostel Edition

ERRATA CORRIGE: questo post era stato pubblicato con strafalcioni dei quali mi vergogno profondamente.
A misera discolpa vi informo che il nuovo PC, provvidenziale dono di un caro amico di HT, non capisce l’italiano e non ha i nostri accenti quindi scrivo sempre con gli apostrofi. Grazie 🙂


Ogni volta che mi metto a scrivere scorrono pensieri, foto, momenti, risate e sensazioni che sulla carta appaiono sbiadite e rimpicciolite. Penso a voi amici che ci leggete, vorrei potervi teletrasportare qui, presentarvi i piccoli grandi protagonisti di questa meravigliosa avventura e farvi vivere un po’ i ritmi e le dinamiche della vita da villaggio nepalese. Ti svegli col sole ed il suono delle campanelline delle varie “puja” induiste mattutine, passeggi in un mare verde di grano e campi per andare a far colazione con i bambini a scuola da nonna papera che ti spadella mezzo chilo di riso alle nove della mattina e con la pancia piena vai giu’ di martellate, chiodi, legno grezzo che diventa tavole, che diventano un tetto  in un armonia di lavoro, divertimento e tempo speso bene che ti dimentichi che e’ domenica, di Pasqua. Me lo ha ricordato Ankit. “Happy Easter Mia”. Sei cattolica? Mhh, diciamo di no. Credi in Dio? Mhh, diciamo di si. Con un sorriso ed uno sguardo vispo che avreste dovuto vederlo spara il domandone: se Dio ha creato tutto, chi ha creato Dio? Così ti ritrovi a parlare di teologia e vita con un bambino di 9 anni che ti affascina e coinvolge come fosse grande. Non so se e’ una questione di latitudine o di generazione ma questi bambini e ragazzi sono davvero speciali. Ogni giorno mi sorprendono con le loro attenzioni ed i loro ragionamenti arguti, sempre allegri ed attenti a tutto quello che succede intorno. Ed ora succede che un gruppo di amici venuti da lontano sta costruendo una nuova casa per loro. Vedendo il tetto che prendeva forma e’ scoppiata la baraonda del dove mettiamo i letti, chi dorme dove e con chi. L’entusiasmo e’ nell’aria e sorregge Giona, Oscar e Tia mentre lavorano in bilico sulle travi. 



Ieri un momento Fantozzi li ha colti di sorpresa mentre fissavano i pannelli. Una tempesta di vento annacquata si e’ quasi portata via lamiera e ragazzi che stoicamente hanno lavorato fino al tramonto.
Norme di sicurezza ISO zeromila! A tratti mi viene un po’ paura ma come direbbero i Blues Brothers, “siamo in missione per conto del Signore” e va tutto bene. Un abbraccio forte da tutti noi a tutti voi.