Pronti, partenza, via!

Pronti, partenza, via!

Amici, fratelli, sorelle, sostenitori e new entry come al solito chiedo venia per la latitanza online.

Lo spirito di Steve Jobs ci rema contro e di nuovo il computer è stato K.O per un paio di settimane. Noi invece siamo andati avanti alla grande grazie all’ arrivo di Clara e Giona.


Clara l’abbiamo conosciuta alla cena sociale organizzata a febbraio a Romentino e ha deciso di passare le sue vacanze qui da noi. Grazie alla sua fantasia a scuola abbiamo fatto il didò per i più piccoli, origami di pappagalli, rane che saltano e disegni. Di sabato le ragazzine senza famiglia ospiti della Bayoca (la nostra scuola) hanno giocato a fare le estetiste a casa nostra tra smalti colorati e mollette per i capelli.



A fine giornata non si sapeva se erano più soddisfatte le bimbe o Clara con lo smalto fiammante e una treccia che neanche un parrucchiere avrebbe fatto di meglio! Insomma le forze yin di H.T al servizio della pedagogia e del tempo passato con i bimbi. Le forze, o per meglio dire, la forza yang di Giona a servizo della costruzione della casa.

Eh già, la verità e che io da sola, donna bianca dalle ridotte capacità manuali, in Nepal la casa per i bambini la costruivo tra 100 anni. Sarà l’Asia, saranno le differenze culturali, le barriere linguistiche, sarà il dalbath(!) ma qui una cosa semplice diventa difficile, una cosa mediamente complessa come la costruzione di una casetta ad un piano diventa un’avventura epica a tratti surreale. Per esempio in un post precedente vi ho raccontato della difficoltà di reperimento dei sacchi di riso in un Paese che mangia solo riso, quindi secondo voi, i tondini di ferro da edilizia e qualsiasi altra cosa che noi misuriamo in metri, loro che fanno? La pesano! E poi quando finalmente si comincia a capirsi, loro “ragionano” in piedi e pollici. Altra mission quasi impossible è stata trovare la squadra di operai per fare la gettata di cemento perché un gruppetto di uomini è impegnato da un’altra parte, altri stanno nei campi, c’è chi non ha voglia e chi è ubriaco già dalla mattina presto. Insomma un’epopea ma va bene così perché se fosse tutto facile non ci sarebbe gusto, e qui invece di gusto ce ne è tanto!

Dopo un inizio a singhiozzo, da un paio di giorni i lavori sono iniziati a ritmo sostenuto, la squadra di muratori nepalesi che abbiamo trovato secondo me è di origini bergamasche perché lavorano come dei treni dalla mattina alla sera! A breve un post di Giona con le foto del work in progress.

Piccoli falegnami crescono La legna per il tetto


Colgo l’occasione per ringraziare Silvana, Lino e Giacomo, i nostri amici di La Spezia che ci hanno sostenuto con una massiccia donazione. Grazie di cuore.